In un momento così difficile dal punto di vista sanitario e sociale, mi permetto di scrivere in qualità di rappresentante degli Assistenti Sanitari, professionisti storici della Prevenzione e della Promozione della Salute, nonché operatori specifici dei Servizi di Igiene e Sanità Pubblica.

In quest’ambito, gli Assistenti Sanitari si occupano, in stretta sinergia con i Medici Igienisti, di svolgere le indagini epidemiologiche ai soggetti risultati positivi all’infezione da COVID 19, sia attraverso tampone (collaborando attivamente anche nella sua esecuzione), sia a soggetti sintomatici segnalati generalmente dai Medici di medicina generale o dai Pediatri di libera scelta.  Le persone interessate vengono poste in isolamento fiduciario, unitamente ai rispettivi contatti, sia familiari che extra familiari (“contact tracing”).  Tale lavoro risulta fondamentale per poter interrompere la catena infettiva e contenere il focolaio epidemico.

Le persone poste in isolamento domiciliare vengono poi seguite giornalmente mediante la sorveglianza sanitaria, strumento che permette di monitorare l’eventuale insorgenza di sintomi.  Attraverso il contatto telefonico quotidiano vengono poi rinforzate le informazioni comportamentali da assumere per evitare il diffondersi del contagio e, di conseguenza, diminuire il più possibile il sovraccarico del sistema ospedaliero.

Durante i colloqui telefonici, grazie ad un ascolto attivo, si instaura un rapporto empatico che consente di far emergere anche i bisogni sociali e psicologici dell’utente, che identifica l’Assistente Sanitario come operatore di fiducia e di riferimento.

Questa impegnativa opera di prevenzione ci vede operativi tutti i giorni della settimana dando il nostro contributo in un approccio di sistema nel quale l’interprofessionalità intra ed extra aziendale con il Servizio Cure Domiciliari, i MMG, i PLS, il Dipartimento di Prevenzione, l’Unità Operativa Prevenzione e Sicurezza nei Luoghi di Lavoro, le RSA  ed altri interlocutori,  permette di intervenire su più livelli  per mappare, contenere e prevenire il maggior numero di nuovi contagi.

Un processo che ci vedrà a lungo fortemente impegnati anche quando l’emergenza sarà ridimensionata. In quella fase diverrà quanto mai indispensabile individuare e contenere tempestivamente eventuali nuovi focolai d’infezione.

Nella convinzione che tutti i professionisti coinvolti in quest’emergenza abbiano pari valore nell’interesse della salute del cittadino, auspichiamo che anche in un prossimo futuro il ruolo della prevenzione possa trovare il giusto collocamento nella scala delle priorità di orientamento delle politiche sociosanitarie e di investimento di risorse umane e professionali.

 

Valeria Gorga

Presidente Associazione Nazionale Assistenti Sanitari – Sezione di Trento

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