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Con decreto del Ministro della Salute è stata ricostituita, presso l’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali, la nuova Commissione che dura in carica 3 anni dalla data del suo insediamento. Il consigliere nazionale AsNAS Alessandro Macedonio confermato tra i componenti.

Con il D.M. 17 aprile 2019 è stata ricostituita, presso l’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali, la Commissione Nazionale per la Formazione Continua, per l’espletamento dei compiti previsti dall’art. 16-ter, comma 2, del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502 e successive modificazioni. La Commissione, che dura in carica 3 anni dalla data del suo insediamento, è così composta: 

“Prevenire. Proteggere. Immunizzare.” Questo lo slogan della Settimana Mondiale dell’Immunizzazione 2019, che si celebrerà dal 24 al 30 aprile per promuove l’uso di vaccini per proteggere le persone di tutte le età contro le malattie.

La Presidenza Nazionale unitamente al Consiglio Direttivo augura ai Soci AsNAS e a tutti gli Assistenti Sanitari buona Pasqua!

 

 

L’abbiamo chiesto alla nostra collega Fabiana Salerno che ha fatto della professione una “missione” social. 

Ecco la sua intervista per AsNAS!

Fabiana Salerno nasce nel 1991 a Lanciano (CH), ma all’età di circa 8 anni si trasferisce a Brescia con la sua famiglia, dove ha messo radici. Dopo aver frequentato il liceo scientifico ed aver terminato il suo percorso universitario, nel novembre del 2013, si laurea a pieni voti in assistenza sanitaria all'Università degli Studi di Brescia con una tesi dal titolo “Donazione di organi e tessuti: risultati di un progetto di educazione rivolto alla popolazione scolastica.” Dopo la laurea svolge per alcuni mesi un tirocinio volontario presso gli Spedali Civili della sua città nel servizio di Coordinamento prelievo organi e tessuti. Successivamente per alcuni mesi lavora presso uno studio privato che si occupa di medicina del lavoro e sicurezza e nel frattempo collabora anche con un consultorio. Non sentendosi pienamente soddisfatta delle esperienze lavorative, che non rispecchiano esattamente le sue aspettative, decide di partecipare  ai concorsi pubblici di diverse città del nord Italia con esiti soddisfacenti: lavora ad Udine per un anno e mezzo dove si è occupata di malattie infettive e vaccinazioni e qualche mese nel Centro Vaccinale di Padova. Attualmente, da più di un anno, lavora a Bergamo dove si occupa di screening e nel frattempo frequenta il master in management e coordinamento delle professioni sanitarie.

Ciao Fabiana, abbiamo trovato il tuo profilo Instagram assistentesanitario_fabiana super curioso e interessante! Ci piacerebbe sapere quando e come è nata l'idea di questa pagina. Ti sei ispirata a qualcuno? Quel è il suo scopo?

L’idea della pagina Instagram è nata assolutamente per caso. Ho iniziato a seguire professionisti di altri settori che mi hanno colpito per il modo che hanno di gestire i post, le foto che pubblicano, i contenuti che scrivono e come li comunicano. Ad esempio per quanto riguarda l’argomento vaccinazioni seguo moltissimo Roberta Villa che su Instagram ne parla parecchio e sicuramente può essere fonte di ispirazione e di apprendimento.

Mi sono convinta ad aprirla quando ho pensato che in un momento di grande disinformazione scientifica, dove c’è parecchia confusione per quanto riguarda la veridicità della fonti, la figura dell’assistente sanitario aveva il dovere di occuparsi di prevenzione, stili di vita ed informazione anche sui social. Mi sembrava una cosa abbastanza innovativa dato che non c’era nessun collega che lo facesse in queste modalità.

Sono del parere che chiunque potrebbe gestire una pagina social, ma che solo in pochi lo sappiano fare davvero: per me la cosa più importante è comunicare messaggi di salute in modo semplice, ma con rigore scientifico, in modo che il messaggio sia il più fruibile possibile e le persone siano informate correttamente.

Come sta procedendo? Le interazioni con i tuoi follower sono soddisfacenti?

Direi che procede fin troppo bene! Qualcuno mi ha “notato” e così ho iniziato anche a scrivere degli articoli per alcuni blog. Ricevo sempre messaggi positivi soprattutto dai colleghi che mi seguono e questo mi fa molto piacere perché significa che quello che scrivo è stimolante e soprattutto viene compreso facilmente da tutti, anche da chi non è “esperto” del settore.

Quanto è impegnativo aggiornare la tua pagina? Occupa una parte importante delle tue giornate?

Se una cosa la si vuole far bene è chiaro che richiede un certo impegno. Ogni volta che scelgo di pubblicare un contenuto prima mi informo, leggo, cerco sui libri e poi scrivo. È molto importante che gli argomenti vengano espressi in modo chiaro, semplice ma soprattutto che siano scientificamente corretti. Sono sincera, con il lavoro e altre attività che svolgo non ho sempre tempo, ogni giorno, da dedicare alla pagina, tuttavia cerco sempre di pubblicare almeno un paio di contenuti a settimana. Poi ovviamente dipende dai periodi. Ancor più impegnativo è scrivere un articolo per il blog. Ovviamente più si pubblica, più interazioni si hanno e più diventa un secondo lavoro!

Quali sono i tuoi punti di forza e, diametralmente, le aree di miglioramento per quanto riguarda il tuo modo di essere social?

Punti di forza non saprei, forse bisognerebbe chiederlo ai miei followers! Comunque credo che chi mi segue apprezzi i miei contenuti perché capisce che sono frutto di studio e di tantissima passione per la professione. Una cosa di cui vado davvero fiera è quando ricevo messaggi dai futuri colleghi (attuali studenti in assistenza sanitaria) che vengono motivati a continuare il percorso di studi vedendo quello che faccio. Credo fermamente che la figura dell’assistente sanitario possa sfruttare questo canale per fare divulgazione scientifica. In più è un’attività che comporta un continuo aggiornarsi visto che comunicare agli altri significa anzitutto conoscere bene, in prima persona, l’argomento di cui stiamo parlando.

Per quanto riguarda le aree di miglioramento, sicuramente dovrei dedicare più tempo a questa attività per far crescere maggiormente la pagina e raggiungere un bacino di utenza sempre più vasto.

 

Cosa ne pensi invece della pagina Instagram di AsNAS (@asnasofficial)? Hai consigli da darci?

Sono contenta che un’associazione riconosciuta a livello nazionale finalmente riesca a dare risalto alla nostra professione anche su Instagram. Ormai i social sono diventati l’ordine del giorno e la nostra Associazione deve assolutamente sfruttare questo canale per far conoscere la nostra figura e ciò che facciamo.

Spesso le persone mi scrivono e mi dicono che prima di vedere il mio profilo non sapevano nemmeno dell’esistenza della figura dell’assistente sanitario ma che la trovano molto interessante. L’unico consiglio che mi sento di dare è di sfruttare al massimo questi canali perché potrebbero dare grande slancio e rilievo alla nostra figura professionale e contribuire ad una sua crescita futura.

Nel 1919 nasceva la nostra professione. Rivolgi un augurio agli assistenti sanitari per il centenario della professione.

L’augurio che posso fare a tutti gli assistenti sanitari (attuali e futuri) è di non smettere mai di credere in quello che fanno. Non bisogna mai farsi demoralizzare da tutti coloro che non sanno chi è l’assistente sanitario e che non credono nella nostra figura. Se vogliamo che qualcosa cambi, se vogliamo che alla nostra professionalità venga data l’importanza che merita, dobbiamo essere noi i primi a crederci e a lavorare per questo risultato sicuramente con studio, fatica e impegno.

 

Grazie a @clernik per l'ntervista.

Non solo abile calciatrice ma anche convinta assistente sanitaria.

 

 

Buongiorno Elisa, abbiamo letto diversi articoli sulla tua carriera sportiva, ma prima di tutto volevamo chiederti se potevi sintetizzarcela, dagli esordi fino ad oggi, in modo da fissare i momenti più importanti.

Buongiorno a tutti i colleghi e ai futuri assistenti sanitari e grazie per avermi contattata. Sin dai primi anni di vita son stata appassionata e ammaliata dal gioco del calcio. Quasi per scherzo all’età di 8 anni ho iniziato a giocare nella squadra vicino a casa, sono stata la prima ragazza della provincia di Brescia ad essere tesserata per una squadra di maschi. La passione cresceva ogni anno sempre di più, quindi, all’età di 14 anni, ho iniziato a giocare in una squadra femminile in serie C, per poi successivamente arrivare a giocare in provincia di Bergamo nell’Almennese. Con questa squadra mi son tolta le prime vere soddisfazioni calcistiche riuscendo in pochi anni nella scalata dalla serie C alla serie A (dal 2000 al 2008). Gli anni successivi, per quasi 10 anni, mi sono trasferita nella squadra della mia città militando un anno in serie A2 e i successivi in serie A; Proprio in questi anni ho coronato il mio sogno: vincere lo Scudetto e altri trofei italiani (2 Coppe Italia e una Supercoppa) oltre al fatto di aver partecipato alla Uefa Champions League. Dopo aver momentaneamente appeso le scarpe al chiodo (non potevo conciliare gli allenamenti pomeridiani con il lavoro), per due anni sono stata Team Manager sempre con il Brescia Calcio femminile in vista della preparazione alla Champions League. Nel 2017-2018 ho intrapreso una nuova avventura con la 3 Team Brescia calcio, squadra giovane e con progetti di crescita. Il primo anno ho svolto il doppio ruolo di giocatrice in serie D (abbiamo vinto il campionato e orgogliosamente posso vantarmi di aver vinto tutti i campionati femminili dalla serie D alla A) e di allenatrice delle esordienti della stessa società. Quest’anno mi dedico al solo ruolo di allenatrice.

Sul campo hai ricoperto per anni il ruolo di difensore e nell'ambito professionale sei assistente sanitario. Mi piace pensare che ci sia una certa simmetria e affinità tra i due compiti. Sei d'accordo?

Si, direi che potremmo comparare il ruolo di difensore, ma di calciatrice in generale, con il ruolo di assistente sanitaria: in entrambi i casi si tratta di un lavoro e di uno sport spesso emarginati, poco conosciuti perché composti da pochi elementi rispetto alle figure degli infermieri che in un certo senso potremmo accostare alla posizione dei calciatori maschi…diciamo che dobbiamo lottare per “difendere” il nostro ruolo, la nostra professione anche perchè, spesso, quando ci conoscono nel nostro vero ruolo, le persone ci apprezzano.

Ci sono aspetti del tuo carattere, strategie che ritrovi e hai utilizzato sia in ambito calcistico che lavorativo?

Aver praticato un gioco di squadra e competitivo, mi ha aiutata nei rapporti con le/i colleghe/ghi nel gestire le varie relazioni e situazioni che si instaurano nell’ambiente lavorativo. Aver fatto per molti anni il capitano mi ha aiutata ad essere disponibile all’ascolto oltre che a gestire eventuali situazioni di tensione. Passando molte ore della giornata sul luogo di lavoro credo sia fondamentale curare le buone relazioni.

Mentre frequentavi l'università riuscivi tranquillamente a conciliare gli allenamenti con lo studio? Siamo curiosi: qual è stato l'argomento della tua tesi di laurea?

Certamente è stato impegnativo conciliare i due impegni perché gli allenamenti e le partite mi occupavano molto tempo. La passione mi ha sempre spinta a non mollare perché ero determinata nel raggiungere i miei obiettivi. Chiaramente bisogna fare una scala di priorità e rinunciare inevitabilmente ad altro, ma non mi è mai pesata la mia scelta. Il titolo della mia tesi di laurea era “ Aggressioni e violenze: il rischio per il personale sanitario”, ancora oggi è un tema all’ordine dei giorno.

Come sei entrata nel mondo del lavoro dopo la laurea? Di cosa ti occupi attualmente?

Dopo la Laurea ho partecipato al concorso indetto dall’ASL di Brescia, entrata in graduatoria, dopo qualche mese sono stata chiamata per lavorare al Distretto vaccinale di Gardone Val Trompia. Oggi mi occupo di controlli sulle cartelle cliniche, sono nel gruppo NOC ATS Brescia.

Raccontaci una delle soddisfazioni più grandi che hai ottenuto nella tua carriera sportiva e una nel tuo ambito lavorativo.

Indubbiamente la soddisfazione più grande in ambito sportivo è stata la vittoria dello Scudetto nel 2014 con il Brescia calcio femminile, la squadra della mia città di cui ero il capitano, mi brillano ancora gli occhi a rivivere quel giorno. Sul lavoro ricordo con particolare emozione di aver vaccinato una bambina di 5/6 che era terrorizzata dalle punture: con la mia collega siamo, pazientemente, riuscite a tranquillizzarla e vaccinarla, è stata una soddisfazione soprattutto perché sono convinta che sia giusto insegnare ai bambini che le vaccinazioni servono per il loro bene e non solo. Agendo sui giovani si può creare la giusta strada per la prevenzione e attenzione alla salute. Poi mi piace che a termine di ogni campagna anti-influenzale io e le colleghe ci facevamo i complimenti per la gestione di un periodo certamente stressante e trascorso ogni volta col sorriso e la consapevolezza di essere unite e di supportarci a vicenda. 

C'è una figura che ammiri in ambito calcistico?

Vi lascio il nome di una giocatrice con la quale ho avuto onore di giocare: Roberta D’Adda, un esempio di professionalità e dedizione anche se lo sport al femminile è solo dilettantistico.

Nel 1919 nasceva la nostra professione. Rivolgi un augurio agli assistenti sanitari per il centenario della professione.

L’augurio è quello di essere sempre di più a svolgere la nostra gratificante professione perché prevenzione, promozione ed educazione alla salute è sono fondamentali e devono entrare sempre più nella testa e nelle case delle persone.

 

Grazie a @clernik per l'ntervista.