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La giornata dedicata agli Assistenti sanitari è il 21 novembre, data nella quale ricorre l’approvazione della Carta di Ottawa per la promozione della salute, avvenuta al termine della prima Conferenza Internazionale per la Promozione della Salute tenutasi a Ottawa dal 17 al 21 novembre 1986.

La Carta di Ottawa, sottoscritta dagli Stati appartenenti all'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), codifica il concetto di promozione della salute che viene definita come “il processo che consente alle persone di esercitare un maggior controllo sulla propria salute e di migliorarla” e a distanza di più di trent'anni costituisce ancora un fondamentale e attuale documento di riferimento per lo sviluppo delle politiche orientate alla salute e per il riconoscimento e la valorizzazione dei professionisti a ciò espressamente dedicati.

Il documento rappresenta per gli assistenti sanitari italiani il riconoscimento a livello internazionale della funzione da loro svolta all’interno del nostro Paese e codificata dalla normativa dello Stato che definisce già dal 1974 con il DPR 225 l’assistente sanitario come “il professionista che collabora a far acquisire alla popolazione il valore fondamentale della salute” attribuendogli gli strumenti di lavoro tipici dell’attività promozionale.

Infatti l’Assistente sanitario, come sancisce attualmente il suo profilo professionale DM n. 69 del 17 gennaio 1997, è la professione sanitaria espressamente dedicata alla prevenzione, alla promozione ed alla educazione per la salute, e quindi - premesso che la promozione della salute e l'educazione sanitaria sono in generale compito di tutti gli operatori sanitari e, per quanto riguarda la scuola, degli insegnanti - non v’è dubbio che, “per assicurarne la piena funzionalità è necessario prevedere livelli organizzativi specifici e operatori specificatamente preparati”, ovvero gli Assistenti sanitari (Relazione del Dipartimento delle professioni sanitarie del Ministero della Sanità allo schema di decreto concernente l'individuazione della figura e del relativo profilo professionale dell’Assistente sanitario).

Peraltro, è già previsto che gli Assistenti sanitari possano approfondire tali competenze specifiche con i Master specialistici della professione di Assistente sanitario “Marketing sociale per la prevenzione, l’educazione e la promozione della salute” e “Metodologie della promozione della salute nella comunità, per i lavoratori e nella scuola”, approvati il 19 dicembre 2018 dall’Osservatorio delle professioni sanitarie istituito presso il MIUR.

Inoltre l’AsNAS-Associazione Nazionale Assistenti Sanitari ha recentemente modificato il proprio Statuto associativo al fine di adeguarlo a quanto richiesto dal DM 2 agosto 2017 per il riconoscimento di Associazione Tecnico-Scientifica e l’ha inviato al Ministero della Salute con l’istanza di iscrizione di AsNAS all’elenco delle Società Scientifiche e delle Associazioni tecnico-scientifiche delle professioni sanitarie. L’accreditamento ministeriale atteso potrà conferire ad AsNAS la titolarità ad emanare raccomandazioni, linee guida e buone pratiche ai sensi della legge 24/2017, oltre alle finalità statutarie già previste di promozione e sviluppo dello studio e della ricerca scientifica per gli ambiti delle Scienze dell’assistenza sanitaria e di intervento della professione di Assistente sanitario, con particolare riferimento ai valori core disciplinari quali la promozione della salute, a supporto di tutti gli Assistenti sanitari italiani.

Infine, registriamo anche la corrispondenza della giornata del 21 novembre con una data nazionale, quella del Regio Decreto Legge 21 novembre 1929, n. 2330, riferimento legislativo riportato su tutti i Diplomi di Stato di Assistente Sanitaria Visitatrice/Assistente sanitario rilasciati dal 1929 fino al 1996; infatti a tutt’oggi sono migliaia gli Assistenti sanitari che esercitano la professione essendo in possesso del predetto Diploma di Stato abilitante, riconosciuto titolo equipollente all’attuale Diploma Universitario/Laurea in Assistenza sanitaria dal Decreto 27 luglio 2000 “Equipollenza di diplomi di attestati al diploma universitario di assistente sanitario, ai fini dell'esercizio professionale e dell'accesso alla formazione post-base”.

È con il provvedimento del 21 novembre 1929, attuativo del Regio Decreto Legge 15 agosto 1925 n. 1832, che viene normato il percorso formativo della figura professionale, prevista all’interno di Scuole specializzate di Medicina, pubblica igiene ed assistenza sociale per assistenti sanitarie visitatrici fino al passaggio della formazione nelle Università italiane, come avvenuto per le altre professioni sanitarie.

In questa giornata vogliamo ricordare tutti i colleghi e le colleghe che hanno interpretato la professione con grande senso di responsabilità e hanno camminato in tutte le regioni italiane per costruire una rete di servizi vicino alle persone, alle famiglie, alle donne, alle madri, ai bambini, ai giovani, agli operai e alle operaie, agli apprendisti, ai disoccupati e alle persone con fragilità fisiche e psichiche.

Molto è stato fatto, ma siamo testimoni che molto resta da fare anche per recuperare pesanti blocchi nei processi che avrebbero dovuto portare ad un completo sviluppo delle potenzialità preventive del nostro Paese.

Noi ci siamo: con la passione di sempre, con la pazienza, la perseveranza e il metodo che è servito per controllare malattie infettive del passato, al cui indebolimento abbiamo dato un significativo contributo, e del presente, con tutte le conoscenze e le strategie utili ad affrontare questa terribile emergenza sanitaria al termine della quale si apriranno nuovi scenari di salute pubblica in cui dovremo incanalare tutte le potenzialità della professione per una efficace ripresa non solo economica, ma anche della qualità della vita.

Carissime Colleghe, carissimi Colleghi,

il mio pensiero e quello di tutto il Consiglio Direttivo Nazionale di AsNAS è rivolto a tutti gli Assistenti Sanitari che, nella battaglia che oggi ci affligge e nel prodigarsi per la nostra popolazione, sono malati o non ci sono più. Alle loro famiglie va il nostro abbraccio fraterno.

AL 22 MARZO L’ISTITUTO SUPERIORE DI SANITÀ RIPORTA 4.824 PROFESSIONISTI SANITARI POSITIVI AL CORONAVIRUS, PARI AL 9% DEL TOTALE DEI CASI CONFERMATI. LA FONDAZIONE GIMBE CHIEDE DI ESTENDERE L’ESECUZIONE DEI TAMPONI A TUTTI I PROFESSIONISTI E OPERATORI SANITARI E INVITA L’ISTITUTO SUPERIORE DI SANITÀ A MODIFICARE E INTEGRARE LE LINEE GUIDA NAZIONALI PER GARANTIRE LA MASSIMA PROTEZIONE DI CHI È IMPEGNATO IN PRIMA LINEA CONTRO L’EMERGENZA CORONAVIRUS.

Secondo i dati diffusi dall’Istituto Superiore di Sanità (ISS), in Italia dall’inizio dell’epidemia sono 4.824 i professionisti sanitari che hanno contratto un’infezione da coronavirus, pari al 9% del totale delle persone contagiate, una percentuale più che doppia rispetto a quella della coorte cinese dello studio pubblicato su JAMA (3,8%). Peraltro, a giudicare dalle innumerevoli narrative e dalla mancata esecuzione dei tamponi a tutti i professionisti e gli operatori sanitari, il numero ufficiale fornito dall’ISS è ampiamente sottostimato.

La specificità del profilo professionale dell’Assistente Sanitario, D.M. del 17/01/1997 n. 69, rende tale operatore sanitario peculiare:
  • nell’analisi del bisogno di salute finalizzato alla prevenzione della diffusione delle malattie infettive,
  • nel controllo delle condizioni igienico sanitarie e del rischio infettivo nelle famiglie e nelle comunità assistite
  • nella formazione alla gestione della condizione infettiva del singolo, famiglia e gruppo.
I DPI e le corrette procedure igienico sanitarie, insieme all’inchiesta epidemiologica, la sorveglianza attiva, il prelievo del materiale biologico e l’intervento educativo/il sostegno rappresentano soltanto alcuni dei metodi e strumenti che l’Assistente Sanitario utilizza nel proprio lavoro per realizzare l’obiettivo della prevenzione della diffusione delle malattie, del contenimento del contagio e della gestione dell'emergenza sanitaria.
Partendo dalle disposizioni emanate dal Ministero della Salute con le diverse ordinanze governative, al fine di rendere omogeneo l’operare dei professionisti Assistenti Sanitari, di seguito si indicano le procedure che i colleghi impegnati nel contesto di Emergenza COVID-19 possono adottare declinate su tre diversi setting lavorativi:
  1. Servizio sorveglianza attiva gestione contenimento diffusione COVID-19 Supporto sanitario in Aziende Sanitarie Locali – call center Numero Verde Regionali
  2. Servizio di Igiene Pubblica - Unità operativa profilassi malattie infettive
  3. Servizio di Medicina Preventiva e del Lavoro in ambito ospedaliero
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