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Nel dicembre 2013 la prestigiosa rivista americana Science ha collocato l’immuno-oncologia al primo posto della “top ten” delle più importanti scoperte scientifiche dell’anno. Una scelta apparentemente azzardata, se si considera che questa nuova arma terapeutica fino ad allora aveva dimostrato di essere efficace solo in specifiche malattie tumorali, come il melanoma, ma pienamente condivisibile, alla luce delle sperimentazioni che nei mesi successivi hanno evidenziato l’enorme potenziale di queste terapie anche in molte altre forme di cancro. Il melanoma ha infatti rappresentato il modello per la sua applicazione, ora questo approccio innovativo si sta estendendo con successo a molti tipi di tumore, come quelli del polmone, del rene, della vescica e del distretto testa-collo. Ecco perché possiamo affermare di essere di fronte a una nuova “era” nel trattamento del cancro: una terapia capace di allungare in maniera significativa la sopravvivenza, a fronte di una buona tollerabilità. Un’arma che si affianca a quelle tradizionali rappresentate da chirurgia, chemioterapia, radioterapia e terapie biologiche. Un passo in avanti verso la sconfitta o la cronicizzazione della malattia.

La società scientifica AIOM - Associazione Italiana di Oncologia Medica si è impegnata ad informare i cittadini e far capire loro che le nuove armi sono in grado di cambiare la storia di gravi patologie: è l’obiettivo di questo libro con le 100 domande sul “pianeta” cancro.

Il Ministero della salute ha emanato la Circolare 16 agosto 2017 con le prime indicazioni operative per l’attuazione del decreto legge n. 73 del 7 giugno 2017, convertito con modificazioni dalla legge 31 luglio 2017, n. 119.  La circolare contiene i modelli per l'autodichiarazione e una tabella di ausilio per il controllo dell'adempimento delle vaccinazioni obbligatorie. La norma sostituisce le indicazioni fornite con la Circolare 12 giugno 2017.

La Direzione generale della prevenzione sanitaria del Ministero della Salute ha emanato in data 26 luglio 2017 una circolare di "Aggiornamento delle raccomandazioni di prevenzione e immunoprofilassi in relazione alla epidemia di Epatite A". Di seguito il contenuto della nota.

Dal dicembre del 2016 sono stati osservati, in Europa, diversi focolai di infezione da virus dell’epatite A. L’ECDC, attraverso la pubblicazione del Rapid Risk Assessment di dicembre 2016, febbraio e maggio 2017, rilevava che i focolai epidemici erano particolarmente diffusi tra i maschi che fanno sesso con maschi (MSM); l’aumento del numero di casi coinvolgeva 13 Paesi dell’Unione Europea ed era riconducibile a tre distinti cluster caratterizzati sulla base del sequenziamento genico dei tre ceppi virali HAV del genotipo IA responsabili: VRD_521_2016, V16-25801 e RIVM-HAV16-090. In particolare, la Spagna e l’Italia hanno riportato un considerevole incremento dei casi rispetto agli anni precedenti. In Italia, nel periodo agosto 2016-aprile 2017, sono stati notificati 1.410 casi, rispetto ai 142 osservati nello stesso periodo dell’anno precedente: l’incremento è stato di circa 10 volte (4,1x100.000 rispetto a 0,4x100.000 nell’anno precedente). L’età mediana dei casi è di 35 anni (range: 1-95), maggiore di quella osservata nell’anno precedente. Riguardo alla distribuzione per i fattori di rischio, appare rilevante che in questa epidemia l’85,9% dei casi è stato registrato nel sesso maschile (nel 2015 il 58,5% dei casi interessava il sesso maschile) e che, oltre ai fattori classicamente riconosciuti come consumi di alimenti contaminati e viaggi in zone endemiche, il 60,8% dei casi ha dichiarato di essere MSM (nel 2015 solo l’8,0% dei casi interessava MSM). Nei primi mesi epidemici il maggior numero di casi è stato osservato nella regione Lazio; in seguito è stato registrato un incremento in diverse regioni italiane, soprattutto in Lombardia, Veneto, Emilia Romagna, Toscana, Liguria e Campania. L’eccesso dei casi è presente principalmente nelle grandi città (nel Lazio, l’86% dei casi sono stati segnalati a Roma e in Lombardia, il 59% a Milano). Attualmente i dati mostrano che l’epidemia si sta diffondendo nella popolazione generale. Le analisi molecolari indicano che i soggetti interessati risultano infettati da virus con sequenza identica ai 4 ceppi epidemici isolati dai focolai presenti negli altri Paesi europei: VRD_521_2016 (UK), V16-25801 (DE), RIVM-HAV16-069 (NL), RIVN-HAV16-090 (NL); ceppi mai rilevati in Italia prima dell’estate 2016. Dei 155 casi confermati, 114 erano ascrivibili al ceppo VRD_521_2016, 35 al ceppo RIVM-HAV- 16-090, 5 al ceppo V16-25801 e solo 1 al ceppo RIVM-HAV-16-069.

Il Ministero della salute ha pubblicato la Circolare “Prevenzione e controllo dell’influenza: raccomandazioni per la stagione 2017-2018”, elaborata dalla Direzione generale della prevenzione sanitaria e datata 31 luglio 2017.

La Circolare, oltre a contenere informazioni sulla sorveglianza epidemiologica e virologica durante la stagione 2016-2017, fornisce raccomandazioni per la prevenzione dell'influenza attraverso la vaccinazione e le misure di igiene e protezione individuale.

L'influenza è una malattia che ricorre in ogni stagione invernale; essa può avere un andamento imprevedibile e, ogni anno, impegna importanti risorse del SSN.

E' stata pubblicata la quinta edizione della “Guida alle controindicazioni alle vaccinazioni”, uno strumento di consultazione per il personale sanitario che opera nel campo delle vaccinazioni che ha lo scopo di fornire un supporto tecnico per una corretta valutazione di controindicazioni o di precauzioni alla somministrazione di un vaccino.

La Guida alle controindicazioni alle vaccinazioni è stata redatta sulla base delle migliori evidenze e delle indicazioni internazionali in tema di buona pratica vaccinale disponibili al momento della pubblicazione, sulla base in particolare dei manuali o di specifici documenti redatti da numerosi Paesi. L’obiettivo di questa guida è di facilitare il più possibile l’attività vaccinale e sviluppare raccomandazioni per l’uso dei vaccini anche nelle circostanze molto particolari nelle quali siano disponibili limitati dati di sicurezza ed efficacia, per supportare i processi decisionali degli operatori sanitari. Inoltre, in analogia a quanto raccomandato dai comitati di altri Paesi e definito dal gruppo di lavoro che ha steso questa Guida, nel presente documento vi possono essere indicazioni diverse da quelle previste nel riassunto delle caratteristiche del prodotto dei singoli vaccini, in quanto la sicurezza e l’efficacia dei vaccini sono state ulteriormente valutate nel corso del loro utilizzo su larga scala e sono documentate da articoli scientifici.