1919-1973: dalle origini ai corsi di specializzazione
La professione di assistente sanitario nacque dopo la prima guerra mondiale dalla collaborazione tra la Croce Rossa Americana e la Croce Rossa Italiana, quando Miss Mary Gardner, Registered Nurse americana, venne chiamata Direttrice del Nursing nella Commissione anti-tubercolare istituita dalla CRI. Miss Gardner promosse, grazie alla propria esperienza e preparazione, l'apertura delle "Scuole di medicina, pubblica igiene e assistenza sociale per assistenti sanitarie visitatrici".
Le prime scuole che iniziarono la loro opera di formazione furono quelle di Roma nel 1919, di Bologna, Firenze, Milano e Torino nel 1920 e di Napoli nel 1924. Dopo l’istituzione da parte della croce Rossa Americana le scuole furono poi assunte dalla Croce Rossa Italiana e, dall’iniziale durata dei corsi di 5 mesi, si passò alla frequenza per un intero anno scolastico.
Le scuole avevano la finalità di "costruire un corpo di assistenti sanitarie aventi per compito di ricercare e curare, fin dai primi sintomi, fra il popolo, le malattie, e di prevenirne la diffusione per mezzo di insegnamenti pratici di profilassi e di igiene" (Frezza, 1920).
Le scuole che funzionavano nel 1922 prepararono un numero complessivo di 131 ASV.
Frequenti furono in quegli anni gli scambi culturali internazionali tra le professioniste italiane e quelle americane: ad esempio Federica Pittini ( Direttrice della Scuola per Assistenti Sanitarie Visitatrici di Bolzano) soggiornò in America per studiare i problemi assistenziali.
L’istituzione delle scuole per assistenti sanitarie visitatrici venne autorizzata con il Regio Decreto Legge 15 agosto 1925, n. 1832 (G.U. 5 novembre 1925, n. 257) "Facoltà della istituzione di (...) Scuole specializzate di medicina, pubblica igiene ed assistenza sociale per assistenti sanitarie visitatrici".

1974-1997: dal mansionario al profilo
Con il D.P.R. 14.3.1974, n. 225 (G.U. 18 giugno 1974, n. 157) "Modifiche al regio decreto 2 maggio 1940, n. 1310, sulle mansioni degli infermieri professionali e infermieri generici" viene emanato, al titolo IV, art. 5, il mansionario dell’assistente sanitario:
"Titolo IV
Art. 5.
Mansioni dell’assistente sanitario
L’assistente sanitario è un professionista che opera nel campo della sanità pubblica.
Esso collabora:
- a fare acquisire alla popolazione il valore fondamentale della salute;
- ad aiutare le persone a risolvere i loro problemi sanitari;
- alla organizzazione ed al funzionamento dei servizi sanitari-sociali che lo Stato offre ai cittadini.
- Il suo lavoro si svolge all’interno ed all’esterno dei servizi.
- Le tecniche e gli strumenti operativi dell’assistente sanitario sono:
- il colloquio;
- la visita domiciliare;
- le inchieste;
- l’educazione sanitaria individuale e di gruppo.
Le sue mansioni nei diversi servizi sono le seguenti:
a) accoglimento dei pazienti nei diversi servizi, raccolta dell’anamnesi familiare e personale remota e prossima e di ogni altro dato utile per l’orientamento della diagnosi e per l’impostazione del caso assistenziale;
b) raccolta ed invio di materiale ai relativi laboratori per esami diagnostici (secondo quanto previsto dal mansionario infermieristico);
c) esecuzione di vaccinazioni prescritte dal medico per via orale e parenterale; controllo della chemioprofilassi; prove allergiche prescritte dal medico;
d) esecuzione, in caso di necessità, di interventi e tecniche infermierisitche nell’ambito del servizio cui è addetto ed a domicilio;
e) controllo di individui e gruppi per accertare l’igiene personale, le infestazioni parassitarie, le forme di irritazione cutanea, ecc.;
f) assistenza al medico per visite di ammissione, di controllo e periodiche nelle scuole, nelle fabbriche e nelle aziende;
g) ispezione e vigilanza presso le collettività, controlli dell’igiene dell’ambiente (case, scuole, fabbriche, ecc.) con particolare riguardo ai servizi igienici e alle cucine; controllo di disinfestazioni e disinfezioni di case e comunità;
h) inchieste epidemiologiche e indagini sullo stato della nutrizione;
i) preparazione e organizzazione per le indagini di massa, preparazione ed organizzazione di interventi di educazione sanitaria;
l) controllo domiciliare dei dimessi dei vari istituti ospedalieri e di pazienti in cura presso centri di lotta contro le malattie sociali e dispensari;
m) controllo della tenuta e distribuzione dei medicinali e vaccini nei dispensari, ambulatori e centri;
n) raccolta, elaborazione ed esposizione dei dati statistici inerenti ai diversi servizi;
o) compilazione, controllo e raccolta dei documenti sanitari;
p) contatti e pratiche con uffici, enti, istituzioni varie;
q) relazioni e corrispondenza relativi ai casi di assistenza;
r) nell’ambito del servizio a cui è addetto l’assistente sanitario deve curare i rapporti con il pubblico, assicurare l’ordine degli ambienti, disciplinare l’ordine degli ausiliari."
La Legge 29 luglio 1975, n. 405 (G.U. 27 agosto 1975, n. 227) "Istituzione dei consultori familiari" ha demandato alle Regioni la fissazione dei criteri per la programmazione, il funzionamento, la gestione e il controllo dei consultori familiari; molte Leggi Regionali hanno previsto, tra il personale addetto al servizio, l’assistente sanitaria visitatrice (es. Legge Regione Sicilia 24 luglio 1978, n. 21; Legge Regione Sardegna 8 marzo 1979, n. 8; Legge Regione Veneto 25 marzo 1977, n. 28; ecc..).
Con il D.P.R. 20 dicembre 1979, n. 761 (S.O. alla G.U. n. 45 del 15 febbraio 1980) "Stato giuridico del personale delle unità sanitarie locali" l’assistente sanitario viene inquadrato, in sede di prima applicazione, nel ruolo sanitario – tabella I – Personale Infermieristico, come Operatore Professionale di 1° categoria con la posizione funzionale di Operatore Professionale Coordinatore;
Con il Decreto Ministeriale 24 Novembre 1981 (G.U. 16 gennaio 1982, n. 15) vengono stabilite "Modificazioni ai modelli di diploma (…) di assistente sanitario (…)";
Con il Decreto Ministeriale 30 gennaio 1982 (S.O. alla G.U. n. 51 del 22 febbraio 1982) come modificato ed integrato dal Decreto Ministeriale 3 dicembre 1982 (G.U. 7 febbraio 1983, n. 36) viene emanata la "Normativa concorsuale del personale delle unità sanitarie locali in applicazione dell’art. 12 del decreto del Presidente della Repubblica 20 dicembre 1979, n. 761";
Con il Decreto Ministero Sanità 12 aprile 1990 (G.U. n. 97 del 1990) vengono stabilite "Modificazioni ai modelli dei diplomi di (…) assistente sanitario (…);
Con il Decreto Ministero Sanità 30 novembre 1990, n. 444 (G.U. n. 25 del 30 gennaio 1991) viene emanato il "Regolamento concernente la determinazione dell’organico e delle caratteristiche organizzative e funzionali dei servizi per le tossicodipendenze da istituire presso le unità sanitarie locali" che prevede, tra le qualifiche in organico, l’assistente sanitario visitatore;
Con il Decreto Ministeriale 14 febbraio 1992 (G.U. n. 95 del 23 aprile 1992) vengono stabilite "Modificazioni ai modelli dei diplomi di (…) assistente sanitario (…)";
Nel 1954 viene fondato a Perugia il Centro Sperimentale per l’Educazione Sanitaria, prima come organismo volontario, sotto l’egida dell’ Organizzazione Mondiale della Sanità, poi come Centro Universitario nel 1963 e interuniversitario, con l’Università di Napoli, nel 1991.
Storia Il CSESi è una struttura che promuove, realizza e sostiene attività di ricerca e di formazione su tematiche relative alla tutela ed alla promozione della salute; dal 1958 ha organizzato un Corso Estivo, ripetutosi per ben 25 edizioni; dal 1979 ha aperto un Corso Annuale, successivamente trasformato in "Master in educazione sanitaria" biennale, articolato in un primo anno di "Corso di Perfezionamento in educazione sanitaria" ed in un secondo anno composto da "Atelier di Educazione Sanitaria"; la frequenza di almeno 4 Atelier e la discussione di una tesi permettono il conseguimento del diploma di "Master in educazione sanitaria". I Corsi dello CSESi sono stati frequentati anche da molti assistenti sanitari.
Alla II Università degli Studi di Napoli, all’inizio degli anni ’90, viene istituita una Scuola Diretta a Fini Speciali di "Tecnico dell’educazione sanitaria" di durata triennale, ai sensi del D.P.R. n. 162 del 10 marzo 1982; tale corso funziona per alcuni anni diplomando diverse decine di professionisti il cui diploma è poi stato reso equipollente a quello di Assistente Sanitario con il D.M. 27 luglio 2000.
Nel 1992 le Scuole per Assistenti Sanitari della CRI funzionanti sono 11:
Vi erano poi altre Scuole funzionanti quali ad es. la Scuola per assistenti sanitarie "Sacro Cuore" di Bari, annessa alla Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’ Università degli Studi di Bari e all’Azienda Ospedaliera Policlinico di Bari, istituita con Decreto Interministeriale del 26 maggio 1943.
Il Decreto Legislativo 30 dicembre 1992 n.502 (S.O. alla G.U. n. 305 del 30 dicembre 1992) "Riordino della disciplina in materia sanitaria, a norma dell’articolo 1 della legge 23 ottobre 1992, n. 421" stabilisce che la formazione del personale sanitario infermieristico, tecnico e della riabilitazione avviene previa individuazione della figura professionale da formare con decreto del Ministro della Sanità e la definizione dell’ordinamento didattico da parte del Ministero dell’Università. I corsi di studio relativi alle figure professionali previste dal precedente ordinamento vengono soppressi entro due anni a decorrere dal 1° gennaio 1994, garantendo, comunque, il completamento degli studi agli studenti che si iscrivono entro il predetto termine.
Dopo il 1996 le Scuole della CRI funzionanti continuano a svolgere iniziative di formazione e aggiornamento rivolte al personale già diplomato, mentre prende avvio, non senza difficoltà, l’iter per l’emanazione del decreto ministeriale concernente l’individuazione della figura professionale dell’assistente sanitario, ai sensi del predetto D.L.vo 502/92. Dopo una lunga trattativa, l’8 di ottobre del 1996 presso il Ministero della Sanità (presenti il Ministro Rosy Bindi, i funzionari del ministero che si sono occupati del profilo professionale dell’assistente sanitario, le Organizzazioni Sindacali, un rappresentante del collegio dei docenti di Medicina e il rappresentante dell’Associazione Nazionale Assistenti Sanitari V.), il Ministro firma la richiesta di parere al Consiglio di Stato sui decreti istitutivi dei profili professionali di:
- Assistente sanitario
- Tecnico della prevenzione dell’ambiente e del lavoro
- Terapista occupazionale
- Terapista della neuro e psicomotricità dell’età evolutiva
- Infermiere pediatrico
- Tecnico dell’educazione e della riabilitazione psichiatrica e psicosociale
1998-2001: da professione sanitaria alla laurea
La Legge 26 febbraio 1999, n. 42 (G.U. 2 marzo 1999) "Disposizioni in materia di professioni sanitarie" introduce importanti novità per tutte le professioni sanitarie non mediche. L’art. 1, comma 1, sostituisce la denominazione "professioni sanitarie ausiliarie" riferita alle professioni sanitarie non mediche con "professioni sanitarie". Lo stesso articolo poi al comma 2 abroga i mansionari relativi a varie professioni, compreso il mansionario dell’assistente sanitario, sancendo che:
"il campo proprio di attività e di responsabilità delle professioni sanitarie di cui all’art. 6, comma 3, del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502, e successive modificazioni e integrazioni, è determinato dai contenuti dei decreti ministeriali istitutivi dei relativi profili professionali e degli ordinamenti didattici dei rispettivi corsi di diploma universitario e di formazione post-base nonché degli specifici codici deontologici, fatte salve le competenze previste per le professioni mediche e per le altre professioni del ruolo sanitario per l’accesso alle quali è richiesto il possesso del diploma di laurea, nel rispetto reciproco delle specifiche competenze professionali".
All’art. 4, comma 1, si stabilisce che:
"i diplomi e gli attestati conseguiti in base alla precedente normativa, che abbiano permesso l’iscrizione ai relativi albi professionali o l’attività professionale in regime di lavoro dipendente o autonomo o che siano previsti dalla normativa concorsuale del Servizio sanitario nazionale o degli altri comparti del settore pubblico, sono equipollenti ai diplomi universitari di cui al citato art. 6, comma 3, del decreto legislativo n. 502 del 1992, e successive modificazioni e integrazioni, ai fini dell’esercizio professionale e dell’accesso alla formazione post-base".

1998-oggi: la nuova formazione
Intanto il Consiglio Universitario Nazionale viene sollecitato più volte ad esaminare e ad approvare sia l’ordinamento didattico, sia i requisiti di idoneità delle strutture relative al Diploma Universitario per Assistente Sanitario.
L’argomento è nei verbali delle sedute del Consiglio Universitario Nazionale del:
- 14 e 15 ottobre 1998
- 15 e 16 settembre 1999
- 21 ottobre 1999
Storia Col D.M. 3 novembre 1999, n. 509 (in G.U. n. 2 del 4 gennaio 2000) "Regolamento recante norme concernenti l’autonomia didattica degli atenei" viene definita la nuova architettura del sistema degli ordinamenti didattici universitari. Tra le numerose novità introdotte, non viene più previsto il Diploma Universitario ma il "3+2", ovvero un percorso composto da una Laurea triennale di primo livello e da una successiva Laurea Specialistica biennale. L’istituzione di tali corsi da parte delle università è subordinata alla emanazione di un decreto ministeriale che individui le classi delle lauree, il cui iter si presenta particolarmente complesso. Infatti, trattandosi di percorsi formativi finalizzati a specifici profili professionali individuati dal Ministero della Sanità, il decreto dovrà essere concertato tra i Ministeri dell’Università e della Sanità, dopo aver acquisito il parere del Consiglio Universitario Nazionale (CUN), del Consiglio Nazionale Studenti Universitari (CNSU), del Parlamento (Commissioni Cultura), per passare quindi alla stesura definitiva, alla firma, alla registrazione della Corte dei Conti e alla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale.
Una prima proposta relativa alla elaborazione dei nuovi percorsi formativi viene dalla Conferenza Permanente dei Presidenti dei Corsi di Diploma Universitario di area sanitaria che, il 6 maggio 2000, presenta una bozza di schema di tre o quattro classi di lauree:
1) professioni sanitarie di assistenza diretta con il malato
2) professioni sanitarie di riabilitazione
3) professioni sanitarie tecniche diagnostiche e di monitoraggio
poi si dichiara: "una 4° classe può essere utilmente prevista per le professioni il cui itinerario formativo richieda l’impegno di Facoltà anche diverse da quelle di Medicina (classe delle professioni socio-sanitarie: assistente socio-sanitario, assistente di comunità, educatore professionale, tecnico della prevenzione, ma anche sicurezza delle strutture sanitarie)".
Un ulteriore contributo viene dalla Conferenza Permanente dei Presidi delle Facoltà di Medicina e Chirurgia che, il 17 maggio 2000, presenta una mozione con uno schema simile a quello presentato dalla Conferenza dei D.U.
Intanto il Consiglio Universitario Nazionale, dopo aver esaminato ulteriormente la proposta del D.U. per assistente sanitario nelle sedute del:
- 7 e 8 giugno 2000
- 15 e 16 giugno 2000
- 27 e 28 giugno 2000
- 12 e 13 luglio 2000
- 18,19 e 20 luglio 2000
rinvia la proposta concernente la formazione dell’Assistente Sanitario agli uffici ministeriali con richiesta di riesame dopo l’approvazione del Decreto relativo alle lauree di primo livello dell’area sanitaria, ai sensi del DM 509/99.
Con il DM 27 luglio 2000 (G.U. 22 agosto 2000) si individuano i diplomi, conseguiti in base alla precedente normativa, equipollenti al D.U. di Assistente Sanitario e si sancisce:
"L’equipollenza dei titoli (….) non produce, per il possessore del titolo, alcun effetto sulla posizione funzionale rivestita e sulle mansioni esercitate in ragione del titolo nei rapporti di lavoro dipendente già instaurati alla data di entrata in vigore del presente decreto".
Con la Legge 10 agosto 2000, n. 251 (G.U. 6 settembre 2000) "Disciplina delle professioni sanitarie infermieristiche, tecniche, della riabilitazione, della prevenzione nonché della professione ostetrica", si sancisce che le professioni sanitarie svolgono la loro attività con autonomia professionale e si prevede che il Ministro della Sanità, sentita la Conferenza Stato-Regioni, emani linee guida per l’attribuzione in tutte le aziende sanitarie della diretta responsabilità e gestione delle attività di competenza delle professioni sanitarie. Si prevede poi l’emanazione di un successivo decreto che includa le diverse figure professionali in una delle quattro fattispecie (professioni sanitarie infermieristiche ed ostetrica, professioni sanitarie riabilitative, professioni tecnico-sanitarie, professioni tecniche della prevenzione), specifici corsi universitari di secondo livello con possibilità di accesso ad una nuova qualifica di dirigente del ruolo sanitario e relative disposizioni transitorie.
Mentre la discussione relativa alle classi di laurea della Facoltà di Medicina era in pieno fermento, per l’anno accademico 2000/2001 si confermavano ancora i Diplomi Universitari già attivati, con l’assenza di quelli dell’assistente sanitario, del tecnico della prevenzione nell’ambiente e nei luoghi di lavoro, del terapista occupazionale, dell’infermiere pediatrico, del tecnico di fisiopatologia cardiocircolatoria e perfusione cardiovascolare, dell’educatore professionale, rinviati all’entrata in vigore del sistema "3+2".
L’8 novembre 2000 il Sottosegretario al Ministero dell’Università Luciano Guerzoni annuncia che il decreto sulle classi delle lauree per le professioni sanitarie infermieristiche, tecniche, della riabilitazione e della prevenzione è stato inviato al Ministero della Sanità per il concerto.
La prima stesura del decreto prevede una quarta classe:
"Classe delle lauree in professioni sanitarie della prevenzione" contenente i profili di:
- tecnico dell’educazione e della riabilitazione psichiatrica e psicosociale
- terapista occupazionale
- assistente sanitario
- tecnico della prevenzione nell’ambiente e nei luoghi di lavoro
- educatore professionale
- assistente di comunità
Successivamente viene poi elaborato uno schema di decreto anche per quanto riguardano le classi delle lauree specialistiche, previste dal DM 509/99 e dalla L. 251/00. Entrambi i decreti perciò seguiranno lo stesso iter, con la differenza che per le lauree specialistiche non occorrerà il concerto del Ministro della Sanità.
Su questa prima stesura dei decreti vengono acquisiti i pareri:
- 5 febbraio 2001 del Consiglio Superiore di Sanità
- 6 febbraio 2001 del Consiglio Nazionale degli Studenti Universitari
- 8 febbraio 2001 del Consiglio Universitario Nazionale
- 7 marzo 2001 della Camera dei Deputati
- 8 marzo 2001 del Senato della Repubblica
viene poi acquisito, relativamente al decreto delle lauree triennali, il concerto del Ministro della Sanità il 23 febbraio 2001.
Con il DM 29 marzo 2001, emanato dal Ministro della Sanità di concerto con il Ministro dell’Università, (G.U. n. 118 del 23 maggio 2001) vengono individuate e classificate le figure professionali sanitarie, in attuazione dell’art. 6 della legge 251/2000:
nella fattispecie "professioni tecniche della prevenzione" sono incluse le figure professionali di:
a) tecnico della prevenzione nell’ambiente e nei luoghi di lavoro
b) assistente sanitario
Il 2 aprile 2001 viene firmato, per il Ministro dell’Università dall’On. Luciano Guerzoni e dal Ministro della Sanità Prof. Umberto Veronesi, il DM 2 aprile 2001 (S.O. n. 136 alla G.U. n. 128 del 5 giugno 2001) "Determinazione delle classi delle lauree universitarie delle professioni sanitarie". Nella stessa G.U. viene anche pubblicato, a firma solo del Ministro dell’Università, il secondo DM 2 aprile 2001 "Determinazione delle classi delle lauree specialistiche universitarie delle professioni sanitarie".
A questo punto le università potevano istituire i corsi di laurea previsti dai decreti, compreso quello di Assistente Sanitario, ma ormai i tempi per la programmazione per l’anno accademico 2001-2002 erano veramente molto stretti. Ciò nonostante, con il D.M. 2 luglio 2001 (G.U. n. 163 del 16 luglio 2001) "Determinazione per l’anno accademico 2001/2002, ai sensi dell’art. 3, comma 1, lettera , della legge n. 264/1999, del numero di posti disponibili a livello nazionale per le immatricolazioni ai corsi di durata triennale e di diploma universitario", vengono determinati, per il corso di Assistente Sanitario, n. 15 posti presso l’Università di Siena. Successivamente vengono emanati, dalle rispettive università, anche i bandi per i corsi presso le Università di Catanzaro e l’Università "La Sapienza" di Roma. L’avvio delle lauree triennali per assistente sanitario diviene una concreta realtà, tuttora in fase di sviluppo ed espansione, sia nel numero di corsi attivati, sia nella successiva formazione con i master ed i corsi di perfezionamento e soprattutto con la prevista Laurea Specialistica in Scienze delle Professioni Sanitarie della Prevenzione.