AsNAS Lombardia interviene nel dibattito sul riordino del Sistema sociosanitario regionale e lo fa insieme al consolidato gruppo di Associazioni e Società Scientifiche che operano nel campo della Prevenzione.

Facendo seguito alla prima nota sul tema trasmessa il 23 giugno 2020, AsNAS, SItI, SNOP, UNPISI e SIMVeP presentano agli organi istituzionali alcune considerazioni e proposte inerenti le attività di prevenzione poste in capo ai Dipartimenti di Prevenzione Sanitaria, Medica e Veterinaria, a livello strategico, di governo e operativo. 

Il Gruppo di lavoro intersocietario ritiene che la prossima Legge regionale di riordino del SSR debba considerare diversi punti chiave, come:

  • Potenziare i Servizi regionali di indirizzo e coordinamento, istituendo una struttura centrale “tecnico scientifica” con funzioni di Osservatorio epidemiologico e di raccolta e diffusione di buone prassi; la struttura centrale dovrà essere in costante raccordo e confronto con le strutture territoriali
  • Unificare ATS e ASST istituendo le Aziende Unità Socio sanitarie Locali
  • Nelle Aziende devono essere presenti tutti i Servizi ed i Presidi che riguardano le prestazioni sanitarie previste dai LEA
  • Per evitare il rischio di un appiattimento e marginalizzazione del territorio rispetto al modello organizzativo ospedaliero, che rischia di essere dominante, si ritiene utile consolidare e potenziare l’identità e l’organizzazione del territorio rispetto alla Rete ospedaliera attraverso un disegno di architettura organizzativa capace di integrare il territorio con l’ospedale in condizione di rispettiva autonomia; va evitato il rischio di costruire un nuovo modello di SSR quale risultato di un’annessione del territorio alla realtà̀ ospedaliera
  • In particolare i Distretti devono diventare luoghi su cui sviluppare la medicina del territorio, compresa l’assistenza primaria e quella specialistica, la prevenzione e promozione della salute, in stretto raccordo con i Dipartimenti di Prevenzione, e dove realizzare l’integrazione sociosanitaria e la continuità̀ ospedale-territorio
  • Di norma le AUSL dovrebbero avere articolazione su base provinciale
  • I Dipartimenti di Prevenzione devono avere funzioni sia di governo che di erogazione delle prestazioni per la tutela della salute della popolazione in tema di prevenzione e sorveglianza delle malattie infettive e vaccinazioni, prevenzione delle malattie cronico degenerative, promozione della salute, salute e sicurezza sul lavoro, salute e sicurezza negli ambienti di vita, salute e ambiente, screening, sicurezza alimenti e igiene nutrizionale; devono raccordarsi con le strutture assistenziali, sia ospedaliere che, ancor più, con quelle territoriali, a partire da quelle della medicina di base, svolgendo un ruolo riconosciuto di coordinamento per i programmi di Prevenzione nei vari setting e per vari stakeholder.
  • Aumentare gli stanziamenti destinati alla prevenzione (oggi sensibilmente inferiori al 5% del Fondo sanitario regionale)
  • Il personale da assumere dovrà essere quantitativamente e qualitativamente adeguato rispetto alle esigenze del territorio e all’assolvimento di tutte le prestazioni previste dai LEA
  • Sviluppare l’informatizzazione e la digitalizzazione dei servizi dei Dipartimenti di Prevenzione e più in generale del SSR e delle AUSL favorendo la creazione di reti informatiche che rendano possibili la lettura, il trasferimento, lo scambio di dati e l’accesso alle informazioni

 

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