
Il Gruppo di lavoro Vaccinazioni di AsNAS ha risposto alla richiesta della SNOP - Società Nazionale degli Operatori della Prevenzione di offrire una riflessione sulla ripresa dei contagi da morbillo in Italia, un fenomeno che i dati più recenti rendono sempre più difficile ignorare.
L'articolo, firmato da Alberto Carrus, Alessandra Sotgiu e Luigi Vitale, è stato pubblicato sul sito SNOP e affronta il tema in una prospettiva ampia: dai numeri dell'epidemiologia attuale — 84 casi nel solo gennaio 2026, con un'età mediana di 28 anni — al ruolo che la prevenzione vaccinale può e deve giocare nei luoghi di vita e di lavoro.
Il testo richiama il significato dell'obiettivo del 95% di copertura previsto dal Piano Nazionale di Prevenzione Vaccinale, non come soglia burocratica ma come condizione di sicurezza collettiva. E mette a fuoco il contributo specifico che gli Assistenti Sanitari possono offrire: nell'attività di chiamata attiva, nel counselling, nel recupero dei suscettibili, nella sorveglianza sanitaria dei lavoratori come occasione di prevenzione primaria.
Un contributo che testimonia l'impegno di AsNAS nel partecipare al dibattito scientifico sulla prevenzione e nel valorizzare il ruolo professionale degli Assistenti Sanitari nella salute pubblica.
Leggi l'articolo completo sul sito SNOP.
30 maggio 2026

È disponibile in open access il primo articolo dedicato al convegno nazionale "Formare alla prevenzione. 100 anni di formazione degli Assistenti Sanitari a tutela della salute delle comunità e delle famiglie", pubblicato sul numero 301 (gennaio–marzo 2026) della rivista La Salute Umana.
L'articolo, curato dalla Presidente nazionale Elena Nichetti, ripercorre l'intera giornata del 11 ottobre 2025 all'Aula Magna dell'Ospedale Maggiore di Bologna: dalla ricostruzione storico-giuridica della professione, passando per i fondamenti teorici e i modelli formativi, fino alle competenze specialistiche dell'Assistente Sanitario nei Consultori Familiari. Un resoconto scientifico e operativo che documenta cent'anni di sapere, memoria e identità professionale.
Leggi l'articolo gratuitamente (open access): www.edizioniculturasalute.com/prodotto/la-salute-umana-n-301
Dalla stessa pagina è possibile anche acquistare il numero completo della rivista (€ 20,00), che include il ricco dossier dedicato alle Case della Comunità.
Nei prossimi numeri della rivista saranno pubblicati gli articoli monografici dedicati alle singole relazioni: i fondamenti teorici e i modelli formativi della professione, l'evoluzione storico-giuridica e il ruolo dell'Assistente Sanitario nei Consultori Familiari.

AGENAS ha avviato il 20 aprile 2026 una consultazione pubblica sul documento "Le équipe multiprofessionali e multidisciplinari nelle Case della Comunità – Linee di indirizzo tecniche", aperta fino al 18 maggio 2026 a professionisti, società scientifiche, associazioni e cittadini. Il documento si propone di fornire principi di riferimento e linee di indirizzo per la pratica concreta dei team interprofessionali che operano nelle Case della Comunità, in attuazione del D.M. 77/2022.
AsNAS – Associazione Nazionale Assistenti Sanitari ha partecipato alla consultazione presentando un contributo elaborato con il concorso delle sezioni territoriali, in rappresentanza del territorio nazionale.
Le osservazioni si sono concentrate su cinque aree tematiche corrispondenti ai quesiti proposti dalla consultazione: la composizione e organizzazione dell'équipe, i processi operativi del lavoro di équipe, gli strumenti per il team working, la qualità delle relazioni nell'équipe e il monitoraggio e la valutazione.
In tutte e cinque le aree, il contributo di AsNAS ha evidenziato come le linee di indirizzo, pur solide nell'impostazione clinico-assistenziale, necessitino di un più esplicito riconoscimento della dimensione preventiva e di promozione della salute come componente strutturale del lavoro delle Case della Comunità. In particolare, AsNAS ha sottolineato la centralità dell'Assistente Sanitario come figura professionale specificatamente formata per la prevenzione di popolazione, l'educazione alla salute, la lettura epidemiologica dei bisogni e il raccordo con il Dipartimento di Prevenzione, le scuole, i consultori e le reti di comunità, funzioni che il documento non valorizza adeguatamente nell'articolazione dei ruoli e dei processi delle équipe.
AsNAS ha inoltre segnalato la necessità di integrare gli strumenti di monitoraggio proposti con indicatori specifici di prevenzione di popolazione (coperture vaccinali, adesione agli screening, raggiungimento dei gruppi vulnerabili) raccordati con i sistemi di sorveglianza nazionali già attivi (PASSI, OKkio alla salute, HBSC, PASSI d'Argento), oggi assenti dal sistema di valutazione delineato dal documento.
AsNAS auspica che il proprio contributo possa concorrere alla definizione di linee di indirizzo che riconoscano pienamente il valore della prevenzione e della promozione della salute nel modello organizzativo delle Case della Comunità, in coerenza con il mandato del D.M. 77/2022 e con gli orientamenti internazionali dell'Organizzazione Mondiale della Sanità.
17 maggio 2026

AsNAS – Associazione Nazionale Assistenti Sanitari era presente questa mattina al Convegno Nazionale "Il ruolo delle Associazioni Tecnico-Scientifiche e delle Società Scientifiche nella prevenzione e nella medicina territoriale e di prossimità", svoltosi presso l'Auditorium "Cosimo Piccinino" del Ministero della Salute a Roma. L'evento è stato organizzato e promosso da ATS ANTEL – Associazione Tecnico Scientifica Italiana Tecnici Sanitari di Laboratorio Biomedico.
La giornata ha visto una partecipazione istituzionale di grande rilievo. Tra i presenti, Mara Campitiello, Capo Dipartimento della prevenzione, della ricerca e delle emergenze sanitarie del Ministero della Salute, e Marco Mattei, Capo Gabinetto del Ministero della Salute, a testimonianza dell'attenzione istituzionale riservata al tema delle associazioni tecnico-scientifiche nel contesto del rilancio della sanità territoriale.
Hanno preso parte ai lavori le rappresentanze delle Federazioni nazionali degli Ordini e delle Associazioni tecnico-scientifiche delle professioni sanitarie
La Presidente Nazionale di AsNAS, Elena Nichetti, ha partecipato alla Tavola Rotonda coordinata dal Prof. Ferdinando Romano, Igienista e Direttore Generale del Policlinico Universitario Tor Vergata, portando il contributo di AsNAS sul tema dell'innovazione, della ricerca e della formazione nel campo della prevenzione territoriale.
Tre i punti salienti dell'intervento. La prevenzione efficace agisce sulla comunità nel suo insieme, non sul singolo individuo: questo principio definisce l'identità professionale dell'Assistente Sanitario e orienta il lavoro di AsNAS. Sul fronte della ricerca, AsNAS intende esercitare con rigore il mandato che deriva dall'iscrizione all'elenco ministeriale delle Associazioni Tecnico-Scientifiche: produrre conoscenza secondo le metodologie richieste dal Sistema Nazionale Linee Guida, contribuire ai tavoli nazionali e internazionali, costruire alleanze scientifiche solide. Una ambizione seria, che però richiede condizioni organizzative e risorse che le associazioni autofinanziate faticano ancora a garantire in modo strutturale: un nodo che AsNAS, insieme ad altre ATS presenti, ha scelto di nominare apertamente, proponendo come risposta la collaborazione metodologica orizzontale tra associazioni di diverse discipline. Sul fronte della formazione, AsNAS riconosce la necessità di avviare percorsi interprofessionali condivisi tra studenti e professionisti di discipline diverse: la letteratura indica questa come la leva più efficace per migliorare la qualità della presa in carico integrata nelle nuove strutture territoriali.
«AsNAS ha scelto di essere un luogo di elaborazione, ricerca e formazione. Il contributo che portiamo al sistema si misura nella traduzione dell'evidenza in proposte operative concrete. Ma lo faremo con maggiore impatto se costruiremo insieme - tra associazioni, tra professioni, tra istituzioni - le reti di collaborazione scientifica interprofessionale che sono la condizione reale per innovare il sistema», ha concluso Nichetti.
La partecipazione di AsNAS a questa giornata è stata l'occasione per ribadire, in un contesto multiprofessionale e istituzionale di primo piano, che le associazioni tecnico-scientifiche possono davvero contribuire a costruire il quadro culturale e organizzativo in cui le équipe multiprofessionali possano funzionare, con linguaggi comuni, strumenti condivisi e una visione della salute centrata sulla persona e sulla comunità.
In questo senso, AsNAS raccoglie l'invito emerso da più voci nel corso della giornata: costruire reti tra professioni, tra associazioni e tra istituzioni, per rispondere insieme alle sfide di un sistema sanitario che cambia rapidamente e che ha bisogno di tutta la competenza disponibile.
13 marzo 2026

Il 18 febbraio 2026, presso l'Aula Pocchiari dell'Istituto Superiore di Sanità a Roma, si è tenuto il convegno "Le visite domiciliari come strumento di promozione di salute e di equità nei primi 1000 giorni. Evidenze, politiche, pratiche e prospettive", organizzato dal Centro Nazionale per la Prevenzione delle Malattie e la Promozione della Salute (CNaPPS) dell'ISS in collaborazione con il CSB – Centro per la Salute delle Bambine e dei Bambini.
L'evento ha rappresentato un'importante occasione di confronto nazionale su un tema di grande rilevanza per la salute pubblica: il supporto alle famiglie nella fase più delicata della vita, dalla gravidanza ai primi due anni del bambino. Come ha sottolineato il presidente dell'ISS Rocco Bellantone in apertura, parlare dei primi 1000 giorni significa parlare di prevenzione nel suo senso più pieno: delle disuguaglianze, delle fragilità, delle malattie croniche, ma anche della solitudine genitoriale e della perdita di fiducia nei servizi. Studi internazionali ne hanno dimostrato gli effetti benefici, al punto che l'OMS sta lavorando a una revisione sistematica della letteratura già basata su 99 articoli scientifici.
AsNAS era presente con una propria rappresentante, Laura Paderni, componente del Gruppo di lavoro famiglia, affettività e sessualità della nostra Associazione. "Il Piano Infanzia e Adolescenza e il Piano di Azione Nazionale Garanzia Infanzia indicano le visite domiciliari come intervento prioritario nei primi 1000 giorni — afferma Elena Nichetti, presidente di ASNAS —. In questo scenario, l'Assistente Sanitario non è una figura complementare: prevenzione, promozione della salute, lavoro di rete e raccordo con i servizi territoriali sono le coordinate del nostro profilo professionale, con una presenza consolidata nei consultori e nei servizi di comunità. Che queste competenze siano state riconosciute in un contesto scientifico nazionale di questo livello conferma la centralità della nostra figura nei programmi di salute pubblica. AsNAS intende contribuire attivamente a questo dibattito."
Abbiamo rivolto alcune domande alla collega Paderni, dopo l'esperienza all'ISS.
Qual è stata l'atmosfera generale del convegno e quali sono stati, a tuo avviso, i messaggi più significativi emersi nel corso della giornata?
L’atmosfera generale del convegno è stata caratterizzata da un grande fermento e da un forte coinvolgimento da parte di tutti i partecipanti. Ho particolarmente apprezzato la centralità che nei vari interventi è stata data al tema della multiprofessionalità, intesa come collaborazione tra diverse figure, in particolare sanitarie e socio-sanitarie, ciascuna con un ruolo essenziale e che dà un contributo specifico e complementare. Il convegno era dedicato ai programmi di accompagnamento e supporto alla genitorialità basati sulle visite domiciliari nei primi 1000 giorni di vita ed è emerso diverse volte come queste siano un intervento universale di salute pubblica, capace di garantire il concetto di equità, che è uno dei principi fondamentali del Servizio Sanitario Nazionale.
Il convegno ha fatto il punto anche sulla situazione italiana, dove questi programmi sono attivi in modo disomogeneo sul territorio. Quali modelli o esperienze ti hanno colpito di più tra quelli presentati?
Tra le molteplici esperienze presentate, due mi hanno colpito in particolare: quella storica dell’AUSL Romagna e quella dell’ASL Roma 1 all’interno dell’UOSD Centro Salute Migranti Forzati - SaMiFo.
Il modello attuato presso l’AUSL della Romagna, presente sin dalla fine del secolo scorso, si distingue per l’integrazione tra rete sanitaria, socio‑sanitaria e socio‑educativa. L’organizzazione del lavoro si basa su un’équipe multiprofessionale (ostetriche, assistenti sanitari, assistenti sociali…), il cui operato è favorito dal fatto che il Dipartimento Salute Donna, Infanzia e Adolescenza comprenda al proprio interno sia l’UOC Consultorio Familiare che l’UOC Pediatria di Comunità, promuovendo così un efficace lavoro di rete.
L’intervento dell'ASL Roma 1, dal titolo “Il sostegno alle famiglie migranti”, ha invece riguardato l’organizzazione delle attività nel periodo successivo al parto all’interno dell’UOSD Centro Salute Migranti Forzati (SaMiFo), che si occupa della cura e dell’assistenza di richiedenti asilo e titolari di protezione internazionale. In questo contesto, caratterizzato da fragilità multiple e da condizioni abitative non ideali, diventa ancora più rilevante puntare su interventi che migliorino l’empowerment della donna.
Giorgio Tamburlini (Centro per la Salute delle Bambine e dei Bambini - CSB), nel suo intervento, ha fatto riferimento alla figura dell'Assistente Sanitario. In che contesto è emerso questo riconoscimento e cosa ha significato per te sentire citata la nostra professione in un contesto nazionale di questo livello?
Il riferimento di Giorgio Tamburlini alla figura dell’Assistente Sanitario è emerso nel contesto della spiegazione delle diverse figure che dovrebbero essere coinvolte nell’implementazione dei servizi sul territorio e delle visite domiciliari nei primi 1000 giorni, i quali richiedono un team di professionisti qualificati con competenze complesse e multidisciplinari, capaci di rispondere alle molteplici esigenze delle famiglie in un periodo delicato come questo. Sentire la nostra professione citata in un contesto nazionale di questo livello è stato motivo di grande orgoglio e di rinnovata consapevolezza del valore e dell’attualità della nostra professione e del nostro contributo all’interno dei servizi territoriali.
Le visite domiciliari richiedono competenze trasversali — educative, relazionali, di counselling, di raccordo con i servizi — che sono parte integrante del profilo dell'Assistente Sanitario. Secondo te, quali spazi concreti esistono oggi, o potrebbero aprirsi, per un nostro coinvolgimento strutturato in questi programmi?
L’Assistente Sanitario opera già all’interno dei consultori familiari e, storicamente, questo è sempre stato uno dei suoi ambiti d’intervento privilegiati. Le competenze specifiche del profilo professionale sono pienamente coerenti con le finalità delle visite domiciliari.
Nel documento “In Punta di Piedi”, elaborato dal CSB - Centro per la Salute delle Bambine e dei Bambini con il contributo dell’Istituto Superiore di Sanità e di altri enti ed associazioni riguardo le visite domiciliari, è riportato chiaramente che la nostra professione, attraverso un’adeguata formazione sulle tematiche relative alle cure pre e post natali e al sostegno alle competenze genitoriali, può essere una figura di raccordo tra i servizi nell’ambito delle case di comunità, In particolare, viene sottolineato come gli assistenti sanitari consentano di garantire il primo livello di assistenza, quello universale. In questo documento, sono identificate le visite a 6-8 settimane e a 4-5 mesi di vita del neonato come offerte anche dall’Assistente Sanitario, in un’ottica di sostegno alla genitorialità e promozione della salute.
Le famiglie nei primi 1000 giorni hanno bisogno di qualcuno che le aiuti a prevenire gli incidenti domestici, a orientarsi tra i servizi, a rafforzare le proprie competenze genitoriali. Sono bisogni reali, quotidiani, che l'Assistente Sanitario — per formazione, profilo professionale e codice deontologico — è in grado di intercettare e accompagnare.
C'è qualcosa che hai portato a casa da questa giornata — un'idea, uno spunto, una riflessione — che vorresti condividere con i colleghi di AsNAS?
Da questa giornata, porto a casa la consapevolezza che ci possano essere nuove opportunità da cogliere per la figura dell’Assistente Sanitario. La professione è orientata alla prevenzione e alla promozione della salute, è da sempre presente nei consultori e mette la famiglia e la comunità al centro del suo agire quotidiano: questi elementi rappresentano non solo una competenza acquisita, ma un’identità professionale da riaffermare e rendere visibile.
AsNAS - Associazione Nazionale Assistenti Sanitari